There are no translations available. Aguilar Chiu J.E. - Manzi F.- Urso F. (Eds.) “Analecta Biblica” 165 2007 pp. 636 978-887653-165-1
disponibile solo in lingua italiana
I trentasei studi sul Nuovo Testamento qui raccolti sono espressione di gratitudine al Cardinal Albert Vanhoye. S.I., esempio di una vita totalmente spesa a servizio della Chiesa di Cristo, nell'insegnamento competente della sacra Scrittura, nella ricerca instancabile e nella zelante predicazione del Verbo di Dio, nonché nella sua attività di consigliere saggio e discreto presso vari dicasteri della Curia Romana. É un omaggio ad un uomo di fede, che ha infaticabilmente indagato la Sacra Scrittura, sia per trovarvi il fondamento della propria esistenza che per annunziare agli altri «la parola di vita» (Fil 2.16). Il libro intende essere uno strumento per proseguirne la medesima indagine e lo stesso annuncio.
Josè Enrique Aguilar Chiu (I960), dottore in Scienze Bibliche presso il Pontificio Istituto Biblico. Attualmente insegna presso il Dipartimento di Teologia all'Università di Fordham a New York.
Franco Manzi (1966), sacerdote dell'Arcidiocesi di Milano, dottore in Scienze Bibliche e in Teologia, insegna sacra Scrittura e Ebraico biblico presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale. il Seminario arcivescovile di Milano, l'Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano e la Facoltà di Teologia di Lugano.
Filippo Urso (1966), sacerdote dell'Arcidiocesi di Taranto, dottore in Teologia Biblica, insegna sacra Scrittura all' istituto Superiore di Scienze Religiose della Facoltà Teologica Pugliese ed è direttore dell'Ufficio dioce-sano e regionale per la Pastorale della Salute in Puglia e membro della Consulta Nazionale CEI per la Pastorale Sanitaria.
Carlos Zesati Estrada (1932), sacerdote Missionario dello Spirito Santo, licenziato in Teologia, dottore in Lettere e in Scienze Bibliche. e membro della Pontificia Commissione Biblica e professore nella Pontificia Università del Messico. nell'Istituto Superiore di Studi Ecclesiastici, nell'Istituto di Formazione Teologica Intercongregazionale e nell'Università Nazionale Autonoma del Messico.
There are no translations available. Bianchini Francesco “Analecta Biblica” 164 2006 pp. X-326 978-887653-164-4
disponibile solo in lingua italiana
II presente lavoro è uno studio esegetico di Filippesi 3,1 - 4,1. La premessa metodologica alla base dell'analisi e quella della priorità del testo oggetto della ricerca, rispetto al suo sfondo letterario e storico. Insieme a questo presupposto, lo studio è finalizzato ad una comprensione dinamica, al fine di penetrare la progressione e la logica del brano. In tal senso, si privilegia un metodo d'indagine che rientra all'interno della prospettiva retorica. II percorso inizia con un'ipotesi di lavoro che parte dall'analisi del v. 17, nel quale si invita all'imitazione dell'esempio paolino, al fine di conoscere Ie caratteristiche della pericope nel suo insieme. L'esame contestuale del versetto pone ad approfondire i modelli letterari di riferimento del brano, tra i quali emerge quello della Periautologia, ovvero elogio di sè. La scoperta del genere letterario conduce ad una nuova interpretazione del testo. Cosi 1'esempio di Paolo, mostrato in 3.4b-14.15-16 risulta segnato da una periautologia la quale assume carattere paradossale, rovesciando l'elogio di se sino a trasformarlo in elogio di Cristo. Mentre il cattivo esempio degli avversari presenti in 3,2-4a.l7-21 ricopre, proprio come avviene nella Periautologia, un ruolo secondario, costituendo soltanto un punto di partenza, per il quale giustificare il ricorso alla lode di sé. Inoltre, una volta posto a confronto Fil 3,1 - 4,1 con il resto della lettera e in particolare con 2.6-11. si evidenzia la peculiarità del modello paolino e viene fornito un nuovo punto di vista ermeneutico sull'insieme della lettera. Secondo l'interpretazione maturata nello studio, il brano, all'interno di una lettera segnata da una teologia della croce basata sul «vantarsi in Cristo», si risolve nella raffigurazione dell'autoelogio paradossale di Paolo, che riproduce l'itinerario stesso di Cristo e nel conseguente pressante invito, indirizzato ad ogni credente, a riviverlo nella propria esistenza.
Francesco Bianchini, nato nel 1972, è un presbitero dell'Arcidiocesi di Lucca. Dopo aver conseguito la licenza in scienze bibliche presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma nel 2003, nel medesimo Istituto nell'anno 2006 ha difeso la sua dissertazione dottorale.
There are no translations available. Palmisano Maria Carmela “Analecta Biblica” 163 2006 pp. 472 978-887653-163-7
disponibile solo in lingua italiana
Oggetto del presente studio è l'eucologia di Sir 36H,1 -17/330,1 -13a; 36G,16b-22 (14-19) a partire dall'analisi del manoscritto B, unico testimone ebraico del passo. La ricerca si avvale dell'importante confronto con le versioni antiche (greca, siriaca [Peshitta e Siro-esaplare] e latina) ed evidenzia significativi fattori di connessione tra Sir36H,1-17 e H contesto precedente (Sir 310,21 - 320,26) svelando, all'interno di un'opera poetico-didattica, la presenza di elementi caratterizzanti il procedimento giuridico della querela in vista del ristabilimento di un diritto minacciato o conculcato. Inoltre, lo schema letterario-teologico del "grido-risposta", che affiora dalla preghiera, viene indagato nella sua rilevanza e nella funzione rivestita nel libro, sia nelle istruzioni del sapiente, sia nell' Elogio dei Padri(Sir 44-50), sia nella terza sezione eucologica (Sir 51,1-12). L'analisi delle quattro strofe mette in luce i testi e le tradizioni, soprattutto deuteronomistiche e profetiche, cui il sapiente fa riferimento, la teologia riguardante la sua visione della storia e la dinamica dell'invocazione per la salvezza di lsraele nel contesto della Palestina sottomessa al regno dei Selèucidi nel primo quarto del II sec. a.C. Il confronto con alcuni testi qumranici e liturgici (particolarmente con la preghiera della amidah) illumina le peculiarità del "grido di aiuto" di Sir36H,1-17, leggendolo nel più ampio contesto intertestamentario, mentre vengono ipotizzate alcune possibili linee di sviluppo della recezione della richiesta all'inteno delle tradizioni liturgiche ebraiche. Infine, la ricerca di alcuni elementi storico-biblici conduce a delineare un più preciso ambiente storico, cui il contesto letterario e l'invocazione sembrano alludere, consentendo di supportare ulteriormente la tesi di fondo sostenuta, ovvero, la significativa coerenza della composizione all' interno dell'opera sapienziale".
Maria Carmela Palmisano , nata a Seregno (Ml) nel 1962, e una sorella della Comunità Loyola. Nel 1990 ha conseguito la laurea in Psicologia (Università La Sapienza di Roma) e nel 1998 il baccallierato in Teologia (Pontificia Università Gregoriana). In seguito, ha compiuto gli studi di Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico ottenendo, nel 2001, la licenza e difendendo, nel 2006, la dissertazione dottorale.
Carbajosa Ignacio “Analecta Biblica” 162 2006 pp. 468 978-887653-162-0
disponibile solo in lingua spagnola
La finalidad de esta investigación es conocer las características de la Peshitta en los Salmos 90-150, de modo que pueda ser utilizada correctamente en el campo de la crítica textual. Se analizan, por tanto, las tecnicas de traducción y las interpretaciones particulares (acomodaciones al contexto, armonizaciones, asimilaciones, traducciones condicionadas por razones teológicas, etc.), asi como la vorlage hebrea del salterio siríaco y la tradición manuscrita. Se estudian, además. Las relaciones de la Peshitta con LXX y Tg, y se ofrece un juicio sobre la cuestión del hipotético influjo de dichas versiones sobre el salterio siríaco.
Este estudio se presenta como un instrumento que permita a todos los que se acercan al texto de los salmos conocer y entender las opciones de traducción de la versión siríaca en los 61 salmos analizados. Al mismo tiempo, favorece un mayor conocimiento de las técnicas de traducción y de la sintaxis, morfología y semantica del siríaco, permite profundizar en el problema de la teología de la traducción y de la identidad de sus traductores, y colabora a clarificar las relaciones entre manuscritos.
Ignacio Carbajosa, nacido en 1967, es sacerdote de la diócesis de Madrid. Se licenció en Ciencias Bíblicas en el Pontificio Istituto Biblico en 2000 y defendió su tesis doctoral en el mismo institute en 2005. Actualmente es profesor de Sagrada Escritura en la facultad de teología "San Damaso" (Madrid).
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