
Estratti presentazione del volume
"Essere per l'altro. Fondamenti di Etica filosofica"
Jakub Gorzyca, sj
Pontificia Università Gregoriana - Aula C008
14 dicembre 2011
prof. Paul Gilbert, sj (Decano della Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Gregoriana):
Sono pochi i libri di etica pubblicati in Gregoriana negli ultimi decenni. Occorre risalire al prof. Joseph De Finance sj, di cui la GBPress ha appena ristampato Etica generale in lingua italiana e in lingua inglese, e ad un saggio, sempre di De Finance, sul genere umano del 1962. Egli è stato professore di Filosofia morale al Laterano fino al 1985, sostituito dal p. Sprockel ed, infine, nel 1999 dal nostro autore, Jakub Gorzyca, che insegna Etica generale presso la Pontificia Università Gregoriana. Si tratta della storia dell'Università, siamo fieri dell'esito di questo volume in quanto l'etica oggi è un tema complesso da affrontare; in questo testo incontriamo diversi elementi non presenti nell'Etica generale di De Finance. Interverranno due illustri autori di fama internazionale, la prof.ssa Angela Ales Bello, che insegna Filosofia contemporanea ed è stata la prima donna ad essere nominata Decano della Facoltà di Filosofia al Laterano. Preside del Centro Italiano di Ricerche Fenomenologiche, affiliato alla sede americana e del Centro Studi e Ricerche "Edith Stein". Esce in questi giorni un Festschrift in suo onore, nel quale la fenomenologia cognitiva fa grandi passi avanti; vi si leggono un mio contributo e un intervento del prof. A. Molinaro, da poco deceduto. Interviene poi fr. Aldo Vendemmiati, professore di Etica presso la Pontificia Università Urbaniana, appartenente alla Fraternità Francescana di Betania, congregazione nata nel 1982.
Il volume si può leggere su due livelli, uno espresso pienamente nel titolo del libro e l'altro nel sottotitolo che ha evidentemente caratterere manualistico. Si tratta di un testo universitario per i corsi di etica generale: nell'introduzione l'etica è presentata nei suoi fondamenti e in rapporto con le altre discipline, poi si prosegue con una disamina fenomenologica e si discutono le concezioni filosofiche del bene morale, quelle deontologiche, della filosofia dei valori, dell'analisi del linguaggio. Va detto che l'autore in queste discussioni non cede mai alla tentazione di riportare le opinioni dei pensatori tout court, ma prende sempre posizione. Il discorso si articola su valori e norme con attenzione alla legge naturale, poi sulle trattazioni classiche della coscienza e delle virtù. Un volume ben organizzato, sistematico, didatticamente chiaro e fruibile. Ma è possibile anche un altro livello di lettura in cui il testo incontra non solo studenti del primo ciclo ma, più direttamente, studiosi per il carattere monografico espresso dal titolo stesso "Essere per l'altro". Si colloca immediatamente in antitesi rispetto alla sfida egoistica e, filosoficamente, in una prospettiva schiettamente cristiana. L'autore è convinto che il Vangelo possa fornire una ispirazione euristica importante: il Vangelo rivela l'uomo all'uomo, ponendolo in sintonia con una verità razionalmente attingibile, anche se la luce della fede la rende più chiara e brillante. Cosa è il bene? Dobbiamo anzitutto incontrarlo e lo incontriamo nel volto dell'altro. Fattore centrale è il bene morale dato dalle relazioni interpersonali. Nell'esercizio di questa responsabilità si rivela l'essenza umana; la virtù umanizza l'uomo e rende buona la sua vita. L'autore non vede la vita umana come una serie di atti orientati verso un fine ultimo, al di là della esistenza terrena ma, al contrario, l'altro è sempre già presente e coinvolto, quale istanza di trascendenza, nell'incontro. L'autore si confronta con le argomentazioni storiche di vari filosofi ma propone la propria personale e orginale visione secondo cui l'essenza del bene morale si identifica con l'agire della natura personale dell'uomo che è come quella di un soggetto capace di autodonazione per l'altro. Da francescano, mi piace il taglio militante, nel senso di militia christi, di questo volume. Riecheggia, non citato, il monito bonaventuriano: il filosofo non è un politico né un pedagogo, ma può contribuire alla vita buona dei suoi interlocutori; può rendere buoni i suoi lettori e realizzare una civiltà più umana nella misura in cui indica la verità e ne manifesta la bontà e la bellezza. In ciò il libro di p. Gorzyca è davvero ben riuscito!
Non è facile trovare un testo di etica così esaustivo per la completezza delle tematiche. Prevale il primato dell'etica non sostenuto da una struttura antropologica o metafisica. Non è possibile lavorare sull'etica come terreno assoluto o astratto però si assiste ad una grande invasione delle scienze umane. La dimensione etica trattata nel pensiero contemporaneo non è ancora ben fondata. L'obiettivo del libro è dunque quello di dare una fondazione a questa ricerca, come ben si spiega all'inizio declinando il termine "etica": con etica si intende filosofia pratica e si esprimono i rapporti tra filosofia pratica, metafisica e antropologia filosofica. Un testo nato attraverso l'esperienza della docenza.
L'autore segue i suggerimenti della filosofia contemporanea, come Levinas a cui si ispira e Edith Stein: il senso della relazione quale essere per l'altro, la donazione. Accoglie i suggerimenti della filosofia classica come San Tommaso, letto e attualizzato nel senso più valido del termine. Ne completa la ricerca dal punto di vista teoretico. L'etica nella condizione cristiana: il rapporto tra l'indagine filosofica e la religione. Quale peso può avere nell'indagine etico-filosofica o se può farne a meno? L'interpretazione dell'autore è una sorta di illuminazione del messaggio cristiano rispetto alle questioni etiche poi trattatte con autonomia etica verso lo sviluppo di una filosofia pratica. Perché fare del bene? La domanda fondamentale resta questa: perché ho la spinta a fare del bene? Grande interesse in questo senso ha il capitolo secondo sulla fenomenologia etica: come si mostra l'esperienza etica, si tratta di un mostrarsi sui generis: l'autore fa riferimento al passo del Nuovo Testamento, la parabola del samaritano, analizzata qui con grande finezza: l'evento quale incontro con l'altro. Il rapporto tra corpo, psiche e spirito. In cosa consiste la bontà del samaritano? L'etica non è qualcosa che si aggiunge all'incontro con l'altro, ma si ha proprio nel momento esatto dell'incontro, con il riconoscimento dell'alterità, quindi della responsabilità, del prendere posizione. Le spinte psichiche dicono che ci si può disinteressare, il tema della libertà, ma fermarsi implica l'assunzione di responsabilità, che sviluppa poi la tematica strettamente connessa al dovere. Da qui si diramano i successivi approfondimenti. Nel testo la parte storica è ampia, l'interpretazione di Kant è qui parzialmente rivalutata. L'autore riconosce che si sottolinea la dignità della persona, mentre interessante resta l'osservazione su Nietzsche, sul tema del risentimento, dell'intuizione dei valori, della natura emozionale, poi con Scheler necessita di un carattere più razionale. Dunque il libro ha una trattazione completa, esauriente: il momento centrale è teoricamente affrontato nel capitolo quarto (i valori morali secondo l'autore). Si fa riferimento al tema del dono, della gratitudine; la persona come dono autonomo, l'ontologia della persona. Il samaritano si è donato liberamente, come legge morale naturale: la natura come essenza. La persona quale elemento spirituale caratterizzante: qui si ha una impostazione tommasiana, l'inclinazione al bene, il giudizio della ragione illuminato dall'amore. L'amore spirituale alla Edith Stein, la rettitudine degli atti umani, il principio costitutivo delle norme. Non un intellettualismo rigido, ma la ricostruzione della persona. L'amore come grande tema cristiano. Il fondamento della convivenza umana, della Trinità. Un altro punto importante è quello della coscienza: San Tommaso, l'intuizione del bene. Che cosa vuol dire? Stein afferma: nel tomismo questo elemento è secondario. Prima la coscienza morale poi l'intuizione e i principi logici. Vi è una affascinante analisi delle virtù: cosa vuol dire vivere bene, fare del bene? Si torna ancora una volta alla dimensione religiosa: vivere bene è amare il prossimo.
Non si tratta solo di un manuale. Ma si pone il problema di elaborare una riflessione sulla condotta dell'uomo cristiano che sia filosofica ma prenda realmente in considerazione la condizione cristiana dell'uomo. Non è dunque solo un testo accademico, ma pensa e ripensa la nostra condizione cristiana nel fare del bene. La metafisica non dice infatti come dovrebbe essere la condizione cristiana, ma soltanto come essa sia. La condizione cristiana è disegnata dalla grazia, ma anche dalla fragilità dell'uomo. Come si può fare etica in modo serio? Nella fede della tradizione cristiana? Si deve fare dal di dentro di questa esperienza. Raggiungibile poi dalla ragione naturale, portata all'esperienza di ciascuno come dato evidente: il ruolo dell'amore illumina tutta la struttura.
prof. G. Sans, sj - codirettore della collana "Philosophia":
Vorrei esprimere una curiosità, sollecitata dalla presentazione del volume: vedendo il testo nel suo insieme, emerge una proposta etica centrata sulla persona e sulla responsabilità individuale. Come si fa a passare alla riflessione sui valori, le norme e persino gli attori sociali. Come si passa da un individuo ad una riflessione di etica di comunità o di società?
La divisione tra legge naturale e diritto positivo si basa sulla dignità della persona umana e sulle sue esigenze naturali e strutturali e dunque questi valori che a volte possono sembrare intimistici hanno poi una sorta di prolungamento nella prassi sociale o nelle istituzioni sociali: l'esperienza dell'amore, la cultura del dialogo hanno un risvolto sociale. Nella introduzione al volume discuto le proposte dell'etica pubblica (Habermas) sull'etica del discorso: perché entrare nel dialogo e con quali convinzioni? A ciò sicuramente questo libro potrebbe essere un valido strumento.

























