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Direttore: Sergio Paolo Bonanni
I testi che costituiscono la collana sono il frutto di studi e ricerchecondotti da Professori o candidati al dottorato della Pontificia Università Gregoriana, e riguardanoSacra Scrittura, Teologia, Patristica, Diritto Canonico, Filosofia, Storia Ecclesiastica, Ecumenismo, Religioni non cristiane. Dal 1930 la collana ha pubblicato più di 300 volumi in 6 lingue: inglese, francese, tedesco, italiano, latino e spagnolo.
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Dal Pozzolo Alessio
“Analecta Gregoriana” 314
Premio Bellarmino 2011 Facoltà di Teologia - PUG
2011, pp. 394
978-88-7839-200-7
Il presente lavoro intende contribuire all’elaborazione di una nozione teologica di fede articolata attorno ai profili estetico, etico ed estatico dell’esperienza. Chiave strategica di accesso alla dinamica dei due autori indagati, F. Schiller e K.W.F. Solger. Si tratta di una categoria alquanto pregnante – eppur di scarso impiego nella teologia anche recente – che ha valenza non solo estetica, ma anche antropologica (l’esperienza della libertà a fronte di un destino avverso), ontologica (sublime infinito nel finito) e teologica (sporgersi trascendente dell’uomo verso Dio quanto per l’irruzione di Dio). Innestandosi su un convalidato filone di ricerca teologica – quello che indaga la conformità di esperienza estetica e teologica – e avvalendosi di un celebre patrocinatore – H.U. Von Balthasar – il percorso dello studio sfocia nella ingiunzione a recuperare anche teologicamente un discorso estetico connessa l’esperienza del tragico. Ma, anche e soprattutto, di una concezione di sublime quale istanza di raccordo e transizione tra l’esperienza estetica, etica ed estatica. Il sublime si lascerebbe infatti cogliere quale ‘attestazione estetico-etica del teologico’ e si offrirebbe con ciò quale singolare forma di evidenza, originariamente storico-pratica, della verità ultimamente teologica.
Alessio Dal Pozzolo, sacerdote diocesano, è docente presso l’Istituto Teologico Affiliato e l’Istituto Superiore di Scienze Religiose della diocesi di Vicenza. Nato nel 1974, ha conseguito la Licenza a Milano sotto la direzione di Pierangelo Sequeri e il Dottorato a Roma, avendo come relatore Elmar Salmann.
Bobongaud Stève Gaston
“Analecta Gregoriana” 313
Premio Bellarmino 2011 - Facoltà di Filosofia
2011, pp.496
978-88-7839-201-4
Les investigations épistémologiques présentées ici correspondent à un ensemble de propositions buissonnières autour du langage dans la pensée d’Éric Weil. En scrutant la production théorique weilienne,il s’est agi d’envisager le fait du langage dans la mesure où il rapproche et différencie l’homme de l’animal et participe à la structuration existentielle de l’être humain en face de la violence, qui apparaît comme l’autre de la raison. En d’autres mots, la recherche montre que, chez Éric Weil, le plan du langage représente le milieu qui facilite la spécification anthropologique et la configuration raisonnable de l’être-homme dans le monde. Comme tel, il équivaut au sol d’émergence et d’historicisation de l’être humain. Le langage contribue à l’auto-constitution authentique de l’homme et à son inscription durable dans le monde. Il aide les hommes à s’orienter dans le temps ainsi qu’à organiser leur histoire. Il permet aussi au philosophe de surgir au plan mondain puis le conduit à se manifester comme homo theoreticus dans et au-delà de la spatialité et de la temporalité. L’originalité du livre se situe proprement dans l’élaboration d’une lecture omni-compréhensive du système weilien et dans la conception de la vocation politique du langage. L’auteur établit que la philosophie d’Éric Weil, sans correspondre à une discipline scientifique ou technique du langage contient, en tant que telle, une pensée du langage décisive et fondatrice, une pensée du langage qui comprend le sens de la violence et celui de la présence (la présence dans le temps de l’histoire en tant qu’existence dans la vision du Tout sensé).
Stève Gaston Bobongaud est prêtre du Diocèse de Pointe-Noire (Congo) et chercheur en philosophie systématique et politique. Après des études de philosophie à l’Institut Catholique de Yaoundé et l’obtention d’une Licence canonique puis d’une Maîtrise en philosophie (Cameroun / année 2004), il a poursuivi sa formation à l’Université Marien Ngouabi et enseigné au Grand Séminaire de Philosophie Mgr G. F. Singha (Congo / années 2005-2006). En octobre 2006, il s’est inscrit à l’Université Pontificale Grégorienne et en juin 2010, il a soutenu une thèse de doctorat sur Eric Weil (Italie). Membre du CEAF & RI, il est Enseignant à l’Institut Catholique de Yaoundé et Coordonnateur de la Sochréphic (Société Chrétienne de Philosophie au Congo-Brazzaville).
G. Auletta - M- Leclerc - R.A. Martinez (eds.)
"Analecta Gregoriana" 312
978-88-7839-180-2
2011 pp. 752
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Colagè Ivan
"Analecta Gregoriana" 311
978-88-7839-179-6
2010 pp. 276
Premio Bellarmino 2010
Facoltà Filosofia - Specializzazione "Scienza e Filosofia" - Pontificia Università Gregoriana
Disponibile solo in lingua italiana
Interazione e inferenza si inquadra nel campo della filosofia della scienza e dell’epistemologia scientifica. Il lavoro mira a proporre un’immagine della scienza, soprattutto fisica, che sia aderente alla sua pratica effettiva (tanto nella dimensione storica, quanto in quella attuale) e che si dimostri in armonia con gli sviluppi più recenti dell’epistemologia scientifica, recuperando al contempo alcune istanze feconde del pensiero di Ch. S. Peirce. Come il titolo suggerisce, il lavoro si incentra su alcune caratteristiche ritenute fondamentali del lavoro scientifico sia empirico (caratterizzato dall’interazione con il mondo naturale) sia teorico (caratterizzato dal lavoro inferenziale che si articola, secondo Peirce, in momenti abduttivi, deduttivi ed induttivi).
Il lavoro mira a proporre, come suo risultato principale, una nozione di verità, “verità interazionista”, che sembra particolarmente adatta all’immagine della scienza che viene costruita nel corso dei capitoli. A tal fine, sono centrali tanto l’analisi dell’attività sperimentale tipica della scienza fisica (e il carattere intrinsecamente epistemologico dell’esperimento) quanto l’importanza dell’inferenza abduttiva (nodo cruciale della filosofia peirceiana). La nozione di verita interazionista permette di mantenere un atteggiamento moderatamente ma fondamentalmente realistico nei confronti della fisica, pur tenendo fermo il carattere fallibile che deve esserle attribuito. Si rivela pertanto utile al tentativo di superare la diatriba tra realismo e strumentalismo.
Ivan Colagè ha studiato presso la Pontificia Università Gregoriana sin dal 1998, conseguendo prima il Baccalaureato e poi la Licenza in Filosofia. Ha quindi condotto i suoi studi di dottorato presso la Specializzazione Scienza e Filosofia della Facoltà, sotto la guida del dott. Gennaro Auletta. Dal 2008 è stato anche segretario della Specializzazione Scienza e Filosofia.

Miranda Leonel
"Analecta Gregoriana" 309
978-88-7839-177-2
2010 pp. 336
disponibile solo in lingua spagnola
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Ciampanelli Filippo
"Analecta Gregoriana" 310
978-88-7839-178-9
2010 pp. 468
Premio Bellarmino 2010
Facoltà Teologia - Pontificia Università Gregoriana
disponibile solo in lingua italiana
Questo testo vuol dar voce ad uno dei maggiori teologi della storia cristiana per esplorare, insieme a lui, l’opera della nostra salvezza. Secondo Bonaventura nel Verbo incarnato e crocifisso è racchiuso il mistero del ritorno dell’uomo, disperso in un mondo molteplice e decaduto, all’origine divina. Da questo principio scaturisce una possente visione salvifica: sintetica e conciliante, storica e metafisica, personale e universale, che ricorre a molteplici simboli e attinge dalla tradizione i registri più vari, assimilandoli in un pensiero rigoroso e ovunque permeato di spiritualità, incapace di disgiungere le dimensioni affettiva e contemplativa dalla teologia, sostenuto com’è da una logica esistenziale umile, povera e testimoniante, traduzione esemplare della radicalità carismatica di Francesco. Rimedio divino che risana la storia umana, sacrificio vivo che liberamente si offre a Dio per tutti, il Verbo che il Padre pronuncia è soprattutto il punto “medio” – per questo centrale – dei rapporti tra la Trinità e il creato. Se per il Dottore Serafico è possibile ricercare in lui, codice della realtà creata, il senso del percorso che va da Dio al mondo, ancor più affascinante è contemplarne l’esito opposto: l’opera mediatrice che riconduce il mondo a Dio (reductio).
Don Filippo Ciampanelli, nato nel 1978, ha conseguito a Novara, sua città natale, il baccalaureato in teologia (con una tesi sull’ecclesiologia di Henri de Lubac) nel 2003, anno in cui è stato ordinato sacerdote della medesima diocesi. Si è specializzato in teologia dogmatica presso la Pontificia Università Gregoriana in Roma, scrivendo sulla soteriologia di Bernard Sesboüé prima di conseguire il dottorato con la presente dissertazione. È stato alunno del Pontificio Seminario Lombardo, della Pontificia Accademia Ecclesiastica e dell’Università san Tommaso, ove ha studiato diritto canonico, prestando nel contempo servizio pastorale nella parrocchia di San Tommaso d’Aquino a Tor Tre Teste. Attualmente è Segretario di Nunziatura in Georgia, Armenia e Azerbaigian.
Garcia Guillén Domingo
"Analecta Gregoriana" 308
2010, pp. 424
978-88-7839-167-3
«Sobre el Padre, ¿qué más se puede decir? La mayoría evitan hablar de Él, llenos de prejuicios y vencidos de antemano por las ideas que se hacen naturalmente de Él». Estas palabras, pronunciadas en el siglo IV, parecen escritas para nuestro tiempo: el renovado impulso de la teología trinitaria en los últimos decenios no se ha visto acompañado por un avance proporcional en la teología del Padre. El año del Padre, fijado por Juan en la preparación del Gran Jubileo del año 2000 ha iniciado un cambio en esta tendencia: una nueva teología del Padre está naciendo. El presente estudio se asoma al Misterio del Padre de la mano de Gregorio Nacianceno (329-389), autor de la frase inicial. El «Teólogo», como es conocido en el Oriente cristiano, ofrece una síntesis trinitaria personal de gran originalidad, en la que se integra al Padre en la confesión de una Trinidad «completa», por la perfecta divinidad de los Tres. En polémica con Eunomio, señala la naturaleza del nombre de «Padre»: «Padre es nombre de relación». Tal relación se expresa con una doble terminología: el Padre es principio el Hijo y el Espíritu Santo, pero principio único (la «monarquía» del Padre); al término común de «principio», acompañan dos títulos específicos: el Padre es el que genera al Hijo y emite el Espíritu Santo. A la «teología» o vida íntima de Dios, corresponde la «economía», su presencia salvadora para el hombre: hombres y mujeres experimentan a Dios Padre como su creador, pedagogo, médico y amigo («filántropo»).
Domingo García Guillén (Alicante, 1976) es sacerdote de la diócesis de Orihuela-Alicante (España). Licenciado en Teología Dogmática por la Pontificia Universidad Gregoriana (Roma), obtuvo el título de Doctor en Teología en la misma Universidad con el estudio que ahora publica. Actualmente es profesor de Teología dogmática en el Seminario Mayor y el Instituto Superior de Ciencias Religiosas de su diócesis. Dirige «Facies Domini. Revista alicantina de estudios teológicos».
Paola Gatti "Analecta Gregoriana" 307 marzo 2010 pp. 544 978-88-7839-162-8
Premio Bellarmino 2009 Filosofia
Questa ricerca intende affermare la continuità del pensiero del Campanella, negata dalla maggior parte della letteratura critica, e l’impossibilità di applicare alla sua dottrina un’esegesi riduzionista a carattere immanentistico; e ciò attraverso l’analisi del rapporto Dio/natura che, più di ogni altro, consente di certificare l’unità speculativa della sua produzione, aliena da suggestioni deiste, materialiste o eterodosse, ed in linea con le istanze del cristianesimo, o meglio, come sovente si esprime l’Autore, con il cattolicesimo romano, scuola di Dio in terra. A tal proposito, si è proposto un itinerario volto a rilevare fin dall’inizio la sistematicità della filosofia dello Stilese, privilegiando il punto di vista teoretico per far emergere le caratteristiche essenziali del suo pensiero, unitamente all’originalità delle sue posizioni speculative, nella consapevolezza che soltanto un’indagine rigorosa e puntuale sia in grado di strapparlo da quell’oblio a cui da troppo tempo la sua statura di filosofo sembra condannata. Considerato l’oggetto di questo studio, filosofia della natura, metafisica e teologia risultano, pertanto, strettamente collegate, giacché pongono in atto un processo di elevazione che dalla comprensione e contemplazione della sapienza divina diffusa nelle cose conduce l’uomo alla cognizione della prima Potenza, della prima Sapienza e del primo Amore costituenti l’Ente sommo, cioè Dio, nel quale i vari livelli dell’essere e del reale convergono come principio e fine.
Paola Gatti, laica, ha conseguito la laurea in filosofia presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza; iscrittasi alla Pontificia Università Gregoriana ha continuato ad occuparsi della filosofia del Rinascimento. Vive e lavora a Roma.
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